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San Quirico d’Orcia: un borgo sospeso tra storia e leggenda
giovedì 26 ott 2017 Alle ore : 09:39
Nel cuore della stupenda Val d’Orcia in Toscana, sorge il suggestivo borgo di San Quirico d’Orcia: un posto unico al mondo, in una cornice mozzafiato, ricco di arte, storia e delizie enogastronomiche, dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo.

San Quirico d’Orcia: un borgo sospeso tra storia e leggenda

San Quirico d’Orcia è uno splendido borgo della Toscana, in provincia di Siena, situato nel cuore della Val d’Orcia (mappa). Il nome del paese riflette la devozione della popolazione nei confronti di un santo originario della città di Iconio (nell’attuale Turchia) e il cui culto fu diffuso in occidente, con ogni probabilità, da Sant’Amatore, vescovo della città francese di Auxerre.
Chi era San Quirico?

Il vescovo trasportò le reliquie da Antiochia a Marsiglia e successivamente Papa Virgilio le portò a Roma facendo costruire una chiesa in onore del santo nella zona dei Pantani nel rione Monti.
Nella “Biblioteca Agiografica Latina” si raccontano circa 40 versioni della storia del Santo e del suo martirio avvenuto insieme a quello della madre Giulitta. Tuttavia, com’è frequente nella narrazione della vita dei santi, molte di queste storie sono ricche di elementi fantasiosi ed è necessario cercare di distinguere i fatti veri dalle invenzioni. Fortunatamente ci ha pensato per noi alla fine del VI secolo il vescovo Teodoro di Iconio il quale, su sollecitazione del vescovo Zosimo e sulla base di testimonianze dirette e di documenti, è riuscito a tramandarci una versione da considerare abbastanza realistica e contenuta nella “Lettera a Zosimo”.
La “Lettera a Zosimo”

Secondo questo documento Quirico era il figlioletto di Giulitta, una vedova di origini patrizie che, convertitasi al cristianesimo, fu costretta a lasciare Iconio insieme al suo bambino di tre anni e a due ancelle, lasciando tutti i suoi averi, per sfuggire alle persecuzioni perpetrate nei confronti dei cristiani durante il regno dell’Imperatore Diocleziano. Questa circostanza ci permette di collocare il martirio intorno al 305 d.C..
Arrestata sulla strada per Tarso fu costretta dal governatore della Cilicia Alessandro a rinnegare Cristo e compiere un sacrificio agli dei. Giulitta, sottoposta ad indicibili torture, rifiutò e fu allora che, mentre gli aguzzini tormentavano la madre con colpi di frusta, il piccolo Quirico esclamò: “Sono cristiano anch’io!“. Al che Alessandro scaraventò con forza il bambino sui gradini del tribunale contro i quali il piccolo Quirico batté la testa e morì.

La madre davanti all’assassinio del figlioletto non poté che rimanere in preghiera e ringraziare Dio per aver accolto suo figlio nel regno dei cieli prima di lei. A questo punto Alessandro consegnò Giulitta al boia e la donna morì decapitata. I corpi dei santi furono recuperati successivamente da una delle due ancelle sfuggite alla persecuzione. La devozione verso i due santi cominciò a diffondersi a partire dal 313 d.C. con l’editto di Costantino che conferiva libertà di culto ai cristiani.
La nascita di San Quirico d’Orcia

Circa l’origine del paese di San Quirico d’Orcia, si può affermare con una certa sicurezza che la fondazione sia dovuta agli Etruschi. Ciò può essere dedotto da due fonti: una di carattere archeologico e l’altra di carattere filologico.

La prima fonte si riferisce ad alcune urne cinerarie ed arredi funebri rinvenuti fortuitamente nella zona di Vignoni e Ripa d’Orcia. Tali ritrovamenti sono tipiche testimonianze della civiltà etrusca.

Inoltre l’analisi del nome medievale del borgo, San Quirico in Osenna rimasto tale fino al 1862, fornisce un altro indizio dell’origine etrusca del paese: la parola “osenna” (che ricorda chiaramente il nome Porsenna, lucumone etrusco di Chiusi) significa “ruscello” e si riferisce probabilmente ad un fiume che, in passato, doveva scorrere nell’area di San Quirico d’Orcia, ma che oggi è del tutto scomparso.

San Quirico d'Orcia è un borgo di origini etrusche che si trova in Val D'Orcia, luogo ideale per un weekend in Toscana tra arte, enogastronomia e paesaggi.
San Quirico in Osenna

San Quirico in Osenna viene menzionato esplicitamente per la prima volta in un documento dell’anno 712 d.C. che faceva riferimento ad una controversia tra le diocesi di Siena e di Arezzo per il possesso di alcune pievi (parrocchie) tra cui appunto quella di San Quirico d’Orcia. La pieve fu poi attribuita ad Arezzo addirittura nel 1220 da papa Onorio III.

La città fu un centro molto importante nel Medioevo perché attraversata dalla famosa via Francigena. Fu proprio il vescovo di Canterbury, Sigerico, che compiendo il suo pellegrinaggio dall’Inghilterra a Roma tra il 990 e il 994 riferì nella sua cronaca di essere passato per una località che egli definisce “Sce Quiric”.
Cosa vedere a San Quirico d’Orcia
La Collegiata

Tra le principali opere di architettura religiosa della città c’è la Collegiata di San Quirico e Giulitta la cui parte più antica (il battistero) risale probabilmente all’VIII secolo. Si tratta di una chiesa a croce latina, a navata unica, straordinario esempio di architettura medievale in stile romanico-gotico. La chiesa ha tre portali tra cui spicca il portale maggiore con il suo affascinante protiro a tutto sesto, i leoni stilofori e la statua in altorilievo di San Quirico che sovrasta l’architrave ornata con la raffigurazione di due coccodrilli che si affrontano.
Palazzo Chigi Zondadari

Accanto alla Collegiata si può ammirare Palazzo Chigi Zondadari, fatto costruire dal cardinale Flavio Chigi nel XVII secolo. Pesantemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, il restauro è stato compiuto nel 2009 ed oggi è sede del Comune.
San Francesco e Santa Maria Assunta

Altri due edifici di straordinario interesse storico-artistico sono la Chiesa di San Francesco e la Chiesa di Santa Maria Assunta. La prima è chiamata comunemente Chiesa della Madonna e si affaccia sulla piazza principale del paese. Contiene al suo interno una stupenda statua della Madonna attribuita ad Andrea della Robbia e forse parte di una scena più grande dell’Annunciazione.
La Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente all’XI secolo, si trova sul percorso della via Francigena ed è una suggestiva costruzione in travertino a navata singola con soffitto a capriate. Ha uno stupendo portale che affaccia proprio sulla via Francigena e che ricorda quello dell’Abbazia di Sant’Antimo.
Horti Leonini

La chiesa è circondata da orti che diventeranno nel XVI secolo gli Horti Leonini, dal nome del proprietario Diomede Leoni, cui il terreno fu donato da Cosimo de’ Medici. Gli orti rappresentano uno straordinario esempio di giardino all’italiana e conservano a tutt’oggi l’impianto originario.

Nelle vicinanze degli orti si possono scorgere i resti del Cassero, antica torre medievale distrutta durante l’ultima guerra.
FONTE:https://www.tuscanypeople.com/san-quirico-dorcia/

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